Cos’è la BELLEZZA

Partiamo dal presupposto che “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”.

Mi capita spesso di avere a che fare con gente continuamente ossessionata dal proprio aspetto e che elenca molte volte una serie di difetti che in realtà potrebbero benissimo essere qualcosa da valorizzare.
La bellezza non esiste e quello che intendiamo tale non è altro che un “accordo sociale”.
Normalmente le cose per esistere dovrebbero avere un nome che dovrebbe essere condiviso. Ma quanti nomi, termini, ci sono, almeno in Occidente, che sono uguali per tutti?
Prendiamo in considerazione il termine “orologio“. Si tratta di una parola greco-latina il cui significato è “che dice l’ora“; per i francesi è una montre, qualcosa “che fa vedere l’ora“, mentre per gli inglesi è qualcosa di esattamente opposto, è un watch, una cosa “che io guardo”. Si tratta sempre di un orologio eppure a seconda della popolazione che ci forma abbiniamo a questo meccanismo una percezione diversa.
L’unico termine che sembra essere uguale per tutti, anche per i russi, è “vino” e questo è comprensibile visto che l’Europa si forma sulla prima cristianizzazione, essendo il vino necessario alla celebrazione della messa, è una parola identica per tutti. Quindi è possibile affermare che i temi che sono realmente condivisi hanno una parola unica e sono definibili.
“Bellezza” esiste solo in italiano e in francese, anzi, esiste più in francese che in italiano perchè si forma in quel momento particolarmente intrigante, nel quale nascono una serie di parole che usiamo oggi, che è la scolastica medievale.
Ci sono inoltre delle differenze nella concezione di bellezza tra il nord Europa e le culture di derivazione latina: in Germania è bello ciò che luccica (schön) che è completamente l’opposto del valore romano perchè corrisponde a lusso, che deriva da lux, ed è una cosa negativa a tal punto che nella Roma Antica c’erano le leggi contro il lusso. Per i Romani la bellezza equivale all’eleganza.
Per i Greci, che sono stati coloro che meglio hanno saputo esprimere il concetto di bellezza, la bellezza non esiste se non viene associata a un altro valore: definivano bello ciò che aveva un’utilità; inoltre, sempre riguardo questo concetto, per i Greci non esiste per esempio la concezione di arte, si tratta solamente di una combinazione tra la tekhnê (che non è la tecnica ma il saper fare una cosa) e la poiesis (che non è la poesia ma una pulsione viscerale della creatività).
Questa articolata definizione dei parametri del bello dovrebbe mettere in dubbio il fatto che il bello possa esistere e sottolineare il fatto che il bello varia a seconda delle epoche, a seconda dei comportamenti e a seconda delle mente delle varie tribù che lo utilizzano e ognuno mette dentro una serie di valori che sono dei suoi valori supremi.

In altre epoche storiche le donne più robuste erano modelli di bellezza perchè il loro girovita era segno di ricchezza e questo è possibile notarlo in molti quadri, come ad esempio “Il ratto delle Sabine” di Rubens, degli inizi del ‘600; in più, si diceva a una persona in carne “Ti vedo in forma” con la stessa accezione con cui oggi lo si dice a una persona magra.

La concezione della donna magra, spesso stiliforme è stata avviata nella seconda metà del ‘900 (anni ’60) per via di una modella inglese quale Twiggy (vero nome Lesley Horney, classe 1949) che con il suo fisico esile e gli occhi da cerbiatta diventa la prima top model della storia.

A partire dall’epoca di Twiggy, che poi è anche l’epoca in cui viene lanciata sul mercato la Barbie (marzo 1959), si sono succedute molte cose come ad esempio il fatto che si è iniziata ad avere una maggiore attenzione nel campo dell’alimentazione e le pubblicità del boom economico hanno incentivato l’importanza dell’essere belli esteriormente.
Per concludere, nel romanzo D’amore e ombra (1984) di Isabel Allende, c’è una frase molto bella e che dovrebbe, a mio parere, essere presa in considerazione da chi si demotiva per il proprio aspetto:
“La bellezza altro non è che un atteggiamento”.
Puntate alla bellezza interiore perchè quella esteriore cambia giorno per giorno. La perfezione è un concetto che appartiene solo agli oggetti inanimati.

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